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  • GUERRA SUL MARE DI ARENZANO

    DIES IRAE

    I reperti recuperati nella baia arenzanese nel corso degli ultimi decenni (due anfore e un ceppo d'ancora di epoca romana, nonché questo cannone del XVII o XVIII secolo e bombe di aereo cadute durante i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale) raccontano non solo i commerci sulle rotte costiere del Mediterraneo ligure percorse delle navi onerarie dell'antichità, o gli approdi delle stesse nei porti rivieraschi, ma testimoniano Storia e storie più recenti.

    Bocche da fuoco corrose dal salino, già dotazione dei legni armati che percorrevano questo mare, o che costituivano la difesa dei presidi armati del paese, ricordano le incessanti guerre e battaglie navali, combattute anche davanti alle nostre sponde da marinerie arruolate sotto le più disparate bandiere.

    Nel corso della Guerra di successione austriaca del '700 Arenzano, che disponeva di ben 30 marinari del luogo atti al maneggio del cannone, fu coinvolta in episodi bellici accaduti con alterne fortune per terra, con ripetuti passaggi e occupazioni delle truppe dei vari contendenti, e sul mare, con gli interventi delle relative flotte. Fornì uomini e spazi per gli acquartieramenti alla Repubblica di Genova e ai suoi alleati, sopportando le reazioni nemiche, dalle minacce di rappresaglia ai saccheggi e ai pesanti bombardamenti navali, fino agli armistizi del 1748.

    Tra le vicende belliche di questo conflitto sono da annoverare le epiche gesta del Capitan Romero (o Romeo). La documentazione conservata presso la Parrocchia di Arenzano attesta l'esistenza nel borgo della famiglia Romero nel XVII secolo. La via principale del centro storico di Arenzano è stata intitolata al Capitan Romeo.

    LE STORIE DI CAPITAN ROMEO

    "Parlano altresì i ricordi dei tempi delle solenni prove d'ardire dei Marinai d'Arenzano, che guidati dal capitano Romero recarono assai danni agl'Inglesi, a' quali più fiate sottrassero i legni borbonici che veleggiavano le acque della Liguria. A mezzo il dicembre (15 Dicembre 1747), quando il mare è più fortunoso sulle coste di Genova, una grossa nave britannica sbattuta da' venti fu costretta a gittar l'ancora nei loro paraggi. Acquartierava per avventura in quei dì nella terra il conte Xercado con iscarse milizie, il quale scorto il legno nemico gli volse contro i cannoni del luogo, ma senza frutto. Allora l'animoso Romero, raccolti i più prodi, ardì su navi manesche e leggieri perigliarsi tra l'onde smaniose e con tal furore attaccarla, che gl'attoniti Inglesi pria che pensassero a ribattere i colpi, trovaronsi vinti e catturati. Fu ricca preda ma non senza vendetta. Correva il 6 aprile 1748 e il Romero dava con una sua galeotta la caccia a due tartane nemiche, che cariche di granaglie, di sale e di provigioni di guerra, stavano per imboccare il porto di Savona, e giunto lor sopra con poca battaglia le trasse a sue mani. Tanto avveniva a veggente di due navi da guerra britanniche, le quali già stringeano dappresso due nostre feluche che onuste di truppe francesi, non veggendo altra via di salute, si congiunsero alla galea del Romero, e con velocissimo abbrivo posero in Arenzano, prio che potessero arrivarle gl'Inglesi. I quali irati dall'audacia del ligure capitano, s'appressarono al lido e cominciarono a fulminare la borgata, per cui assai case furono atterrate o malconcie: né uscirono illese da quella tempesta l'istesse filuche, non così però che il dì appresso non ardisse il Romero guidarle in un co' soldati di Francia nel porto di Genova, spezzando del pari la furia delle onde e la vigilanza nemica". Da STORIE GENOVESI DEL XVIII SECOLO di E. Celesia,1855

    ROMERO: UN EROE ANCHE PER EMILIO SALGARI?

    DIES IRAE

    Tra i vari personaggi del grande scrittore di romanzi d'avventura Emilio Salgari (1862-1911) c'è Romero Ruiz, protagonista delle due opere del cosiddetto ciclo delle Filippine. Si sa che il famoso narratore mai si mosse dal suo tavolo di lavoro per raccontare mondi e personaggi lontani, ma soltanto viaggiò su atlanti e carte, ispirato da pagine di storia e geografia...

    Durante la parentesi genovese della sua attività, con residenza a Sampierdarena negli anni 1898 e 1899, pubblicò il Corsaro Nero (Emilio di Roccabruna conte di Ventimiglia) probabilmente ispirato dalla storia o dalle storie liguri... che forse avevano già suggerito l'eroe Romero nel 1897 (beneaugurante per l'imminente trasloco sulla nostra Riviera?). Salgari scriveva allora per Anton Donath, editore in Genova, dove nel 1855 Emanuele Celesia ripropose con le sue Storie genovesi del XVIII secolo la vicenda del nostrano capitan Romero/Romeo. Possibile che Salgari fosse rimasto affascinato da quel capitano di mare settecentesco, di cui avrebbe potuto visitare di persona (una volta tanto!) il paese di origine e i luoghi che l'avevano visto acclamare come un eroe, tanto da utilizzarne il nome nei suoi romanzi? Nel 1898 nacque a Sampierdarena il figlio terzogenito di Emilio Salgari, che fu chiamato Romero! E Romero fu anche lo pseudonimo con cui Salgari firmò alcune opere: tra queste Gli scorridori del mare. Ad Arenzano Scuriduì è il soprannome di un gruppo famigliare...

    DIES IRAELORENZO GIACCHERO A GROUND ZERO

 

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